giovedì 25 aprile 2013

E così mi sono fermato


E così mi sono fermato
ai piedi del ponte.
E così ti sei fermata anche tu
un gradino più su.
Non sapevo ch'era un addio.
L'ho saputo un attimo dopo
sentendo le tue labbra sfiorare le mie.
Era la prima, era l'ultima volta.
Così.

(Diego Valeri)


Fritz Thaulow, "Il fiume Adige a Verona"

martedì 16 aprile 2013

La barca


A secco ho tirato la mia barca
E l'acqua mi ha compianto,
Ha compianto il vecchio marinaio.
Nella bonaccia nella tempesta
Fedele sono stato alla mia barca.
Lontano va il mare e non si stanza.

(Raffaele Carrieri)



lunedì 15 aprile 2013

Crepuscolo di libeccio


Crepuscolo violento
già preso dall'ansia
di una notte di vento;
e l'ultima luce azzurrina
di un lembo di cielo
è spenta da un cortinaggio
di nubi consumate
da un tediosissimo viaggio.
E nell'aria tremante
passano brevi folate,
alito febbricitante
di giornate malate
rabbia imprecante
di ore dannate;
aliti di veleno
sopra le cose terrene
ch'erano così serene
nel giorno sereno.
Crepuscolo malato
di un male indefinito,
mezzo annuvolato
cielo scolorito,
scolorita città
presa da sconsolazione;
dal grido di disperazione
dell'aridità.

(Gaetano Arcangeli)



venerdì 12 aprile 2013

Cicuta


E te pur ama il generoso aprile,
Virulenta cicuta. Il sol, che infonde
La virtù nella vite e nelle bionde
Messi, t’educa e non ti tiene a vile.

Ti guardo e rido: oh strana cosa! e donde
Trasse Natura il tossico sottile
Entro il gracile stelo e nel gentile
Frastaglio inciso delle verdi fronde?

Ti guardo, e l’egro cor mi si dischiude.
E mi guizza un pensier dentro la mente
Siccome serpe in gorgo di palude:

Ti sia propizio il sole ed il veleno
Sia benedetto della tua semente,
Che d’ogni mal più rio guarisce a pieno.

(Arturo Graf)



domenica 10 febbraio 2013

Quando venisti...


Ricordo la domenica lontana,
quando venisti... Stava addormentato
nel sole, un mendicante, sul sagrato
della chiesa e dormiva la campana...

Dormiva nella cella solitaria,
in alto, in alto, quasi oltre la vita,
quella che a l'alba sveglia la sopita
gente e nel vespro s'ubriaca d'aria.

Tu passasti e la chiesa non s'avvide
di te che le somigli: una sorella
piena di canti anch'essa e poverella,
che a volte piange e molto più sorride...

Le somigli nei giorni di lavoro,
e di festa, quand'ella s'inghirlanda,
ché allora porti odore di lavanda,
e metti in capo un pettinino d'oro...

Oggi, poiché ho seguito le tue strade,
e m'hai smagato dalla nostra chiesa,
a te porgo la mia lampada accesa,
e il cuor d'argento con le sette spade!...

(Fausto Maria Martini)



mercoledì 6 febbraio 2013

Canzone della pecorella che bela sulla scogliera

Belante pecorella, non sa se ha qualche guaio.
Bela perché belare è come lo stellare per le stelle.
Anche di notte bela solitaria. Nemmeno un fuoco rosa gira intorno...
Volta al mare profondo
Bela tutto il dolor di questo mondo.

(Paul Fort)




lunedì 4 febbraio 2013

Tramonto


Chi batte ai palazzi di marmo sanguigno?
Sono i mercanti dagli occhi verdi.
Sono i mercanti dagli occhi verdi,
e ognuno porta un chiuso scrigno.

- O mercanti, che portate?
Che portate nel vostro forziere? -
Così domandano le dame annoiate
col gomito sull'origliere.

Poi nel forziere le dame annoiate
affondano le mani profumate.
Si mettono diademi ed ori,
e merletti d'argento e ghirigori,
purpurei manti si mettono addosso
e vanno a specchiarsi vestite di rosso.
Ma negli specchi certe dame smorte
appaiono, come da oscure porte...
Appaiono manti di scarlatto...
Appaiono verdi occhi di gatto...

Intanto ai confini del mondo
passano i carri d'oro del tramonto.

(Ugo Betti)